L'Europa ha bisogno di più trasformatori. I materiali utilizzati per la loro produzione potrebbero inoltre contribuire a ridurre le emissioni industriali.
La transizione energetica europea sta creando una duplice sfida. Il continente deve ampliare e potenziare le proprie infrastrutture elettriche, riducendo al contempo l’impronta di carbonio delle catene di approvvigionamento industriali necessarie per realizzarle.
I trasformatori sono al centro di entrambe le priorità.
Un dibattito tenutosi in occasione del CWIEME Berlin 2026 ha riunito esperti di thyssenkrupp Electrical Steel, Siemens Energy, SGB-SMIT Group e Next2Sun AG per valutare se la crescente domanda di trasformatori possa contribuire a creare un mercato pilota sostenibile per l’acciaio a basse emissioni di CO₂. Resilienza e decarbonizzazione …
L'argomentazione è convincente: se l'Europa intende investire massicciamente in nuove infrastrutture di rete, i materiali utilizzati per realizzarle rappresentano un'opportunità per sostenere la decarbonizzazione a un livello ancora più a monte.
Perché l'acciaio elettrico è importante
L'acciaio è fondamentale nella produzione dei trasformatori, in particolare l'acciaio elettrico a grani orientati (GOES). Ciò rende il settore dei trasformatori un'importante fonte potenziale di domanda di materiali a basse emissioni.
Il gruppo di esperti ha illustrato il lavoro svolto in collaborazione con aziende di servizi pubblici, produttori di trasformatori, produttori di acciaio ed esperti legali per definire le possibili caratteristiche di un mercato pilota. Il loro approccio ha riguardato quattro ambiti: la domanda prevista di acciaio, gli standard per l’acciaio a basse emissioni, i costi e i benefici, nonché le modalità di attuazione di un mercato di questo tipo. Resilienza e decarbonizzazione …
L'entità della domanda futura rafforza questa tesi.
Lo studio discusso durante la sessione ha stimato che, per soddisfare la domanda prevista di trasformatori in Germania fino al 2045, potrebbero essere necessarie tra 1 milione e 1,4 milioni di tonnellate di acciaio. È importante sottolineare che, secondo il gruppo di esperti, l’introduzione di acciaio a basse emissioni rappresenterebbe solo una piccola parte dell’investimento complessivo nella rete elettrica.
I dati emersi dalla sessione indicano che il costo aggiuntivo è inferiore allo 0,12% dell'investimento totale nella rete. Resilienza e decarbonizzazione …
Questo cambia le carte in tavola. La decarbonizzazione dei materiali utilizzati nei trasformatori non implica necessariamente dover scegliere tra l’espansione della rete elettrica e la sostenibilità. Entrambe potrebbero potenzialmente progredire di pari passo.
Per stimolare la domanda occorrono standard comuni
Il costo, tuttavia, è solo una parte dell'equazione.
Affinché il mercato dell’acciaio a basse emissioni di CO₂ possa funzionare su larga scala, produttori, fornitori e clienti devono avere la certezza di poter confrontare i materiali in modo coerente.
Il gruppo di esperti ha sottolineato che una certificazione e un'etichettatura trasparenti, tra cui lo standard LESS (Low Emission Steel Standard), rappresentano meccanismi che potrebbero contribuire a verificare le riduzioni. Qualsiasi metodologia credibile deve inoltre tenere conto delle emissioni lungo l'intero ciclo di vita, dall'estrazione delle materie prime alla produzione e al trasporto. Resilienza e decarbonizzazione …
Questo aspetto è importante tanto dal punto di vista commerciale quanto da quello ambientale. Definizioni chiare e dati comparabili potrebbero infondere maggiore fiducia alle aziende di servizi pubblici e ai produttori nella scelta di materiali a basse emissioni, fornendo al contempo ai produttori di acciaio segnali più forti per investire in una produzione a basse emissioni di carbonio.
Anche gli appalti pubblici potrebbero svolgere un ruolo importante. L’integrazione di criteri di sostenibilità nei bandi di gara potrebbe creare una domanda più prevedibile e offrire ai fornitori maggiore certezza in merito agli investimenti.
La decarbonizzazione rappresenta una sfida per la catena del valore
Forse la conclusione più significativa emersa dal dibattito tenutosi al CWIEME di Berlino è stata che nessuna singola parte della catena del valore dei trasformatori può compiere questa transizione in modo autonomo.
Le acciaierie hanno bisogno di una domanda sostenibile. I produttori di trasformatori devono poter disporre di materiali nei volumi e con le specifiche richiesti. Le aziende di servizi pubblici necessitano di trasparenza riguardo all’impronta di carbonio. I responsabili politici hanno bisogno di quadri normativi che incoraggino il progresso senza creare definizioni frammentate tra i mercati.
Il gruppo di esperti ha inoltre indicato la produzione di acciaio a base di idrogeno come una strada importante da percorrere, pur riconoscendo che le infrastrutture necessarie per l'approvvigionamento di idrogeno verde sono ancora poco sviluppate.
Questo rende la collaborazione sempre più importante.
CWIEME Berlin riunisce questi elementi interconnessi della catena del valore del settore elettrico, creando uno spazio di dialogo tra fornitori di materiali, produttori, fornitori di tecnologia e le organizzazioni responsabili della realizzazione delle infrastrutture energetiche del futuro.
Con l’aumentare della domanda di trasformatori, il settore ha l’opportunità di influire non solo sulla capacità della rete. Creando una domanda concreta di materiali a basse emissioni di CO₂, potrebbe anche contribuire a definire le modalità di produzione delle infrastrutture alla base della transizione energetica europea.



















