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Impatto dell'aumento dei dazi dell'UE sui veicoli elettrici cinesi

5 febbraio 2025 | Articoli

Rispetto delle restrizioni all'importazione e all'esportazione di componenti elettrici

Le aziende che commercializzano componenti elettrici — in particolare quelle operanti nei settori dei veicoli elettrici (EV) e dell'energia — devono affrontare le sfide poste dai dazi doganali, dalle direttive ambientali e dai requisiti di conformità. In questo articolo, Saqib Saeed, Chief Product Officer di PTR Inc. e membro del comitato consultivo di CWIEME Berlin, analizza le politiche commerciali che influenzano il settore dei componenti elettrici e illustra le migliori pratiche per le aziende che intendono garantire la propria conformità.

Importazioni di veicoli elettrici

Una delle questioni più urgenti nel settore del commercio dei componenti elettrici, in particolare nel mercato dei veicoli elettrici, è l'aumento dei dazi sulle importazioni di veicoli elettrici dalla Cina.

La Commissione europea ha recentemente imposto un dazio aggiuntivo fino al 35% sui veicoli elettrici cinesi, che si aggiunge a quello esistente del 10%. Mentre i negoziati sono in corso, entrambe le parti stanno cercando una soluzione per evitare un ulteriore inasprimento della situazione.

Una delle soluzioni proposte è l'introduzione di un prezzo minimo obbligatorio per i veicoli elettrici cinesi che entrano nel mercato europeo. Tuttavia, la situazione potrebbe cambiare radicalmente con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. La sua rinnovata posizione a favore dell'imposizione di dazi sui prodotti cinesi potrebbe spingere l'Unione Europea ad adottare misure analoghe.

Questa decisione rientra nell'impegno dell'UE volto a contrastare quella che considera una concorrenza sleale, con l'obiettivo di garantire condizioni di parità rispetto alle imprese cinesi che beneficiano di sovvenzioni governative, il che rende i loro prodotti altamente competitivi.

Di conseguenza, l'obiettivo di queste tariffe è quello di proteggere il promettente mercato europeo dei veicoli elettrici dalla concorrenza fortemente sovvenzionata e di sostenere lo sviluppo dell'industria locale.

Le misure recentemente entrate in vigore avranno una durata di cinque anni, il che significa che le aziende dovranno seguire da vicino questi e altri sviluppi commerciali nei prossimi anni.

Un altro settore che potrebbe diventare teatro di una battaglia commerciale è quello dei chip semiconduttori. Nel 2024, la Commissione europea ha valutato attentamente la propria dipendenza dalla Cina per l'approvvigionamento di chip, in particolare nel settore automobilistico.

Sebbene le aziende europee abbiano storicamente mantenuto una posizione dominante in questo settore, cresce il timore che la Cina possa sfruttare i propri progressi nello sviluppo dei veicoli elettrici per ottenere un vantaggio competitivo anche nella produzione di chip.

Nel frattempo, gli Stati Uniti si preparano a intensificare questa competizione globale introducendo restrizioni alle esportazioni rivolte a un massimo di 200 aziende cinesi. Queste misure mirano a impedire alla Cina l'accesso a chip fondamentali che potrebbero accelerare i progressi nell'intelligenza artificiale e nelle tecnologie correlate.

Requisiti relativi alla batteria

Un altro importante cambiamento normativo riguarda l'attenzione dell'Unione Europea alla sostenibilità delle batterie e alle norme sul riciclaggio, che entreranno in vigore nel 2027.

Ai sensi di tale regolamento, tutte le batterie per veicoli elettrici vendute nell'UE devono contenere una percentuale specifica di materiali riciclati, compresi componenti critici quali litio, cobalto, nichel e piombo.

L'obiettivo è garantire che, al termine del ciclo di vita delle batterie, i materiali di valore vengano recuperati in modo efficiente e reimmessi nel circuito economico a sostegno degli obiettivi di sostenibilità.

Nel corso del tempo saranno adottati obiettivi più rigorosi in materia di riciclaggio e recupero dei materiali, con l'obiettivo di recuperare il 50% del litio entro il 2027, percentuale che salirà all'80% entro il 2031. Inoltre, gli importatori sono tenuti a documentare e verificare in modo approfondito i processi di riciclaggio di tali materiali.

Questa iniziativa normativa mira a ridurre l'impatto ambientale imponendo trasparenza e responsabilità nelle pratiche di approvvigionamento.

Inoltre, entrerà in vigore anche un sistemadi «passaporto delle batterie», che obbligherà i produttori a rendere noti l’impronta di carbonio e i dettagli della catena di approvvigionamento di ciascuna batteria.

Per le aziende operanti nei settori dei veicoli elettrici e delle batterie, questi requisiti evidenziano l'urgente necessità di garantire una trasparenza end-to-end all'interno delle loro catene di approvvigionamento.

Dalle tariffe alla trasparenza

I dazi, come quelli sui suddetti componenti cinesi per veicoli elettrici, potrebbero incidere sulle strutture dei costi e sui margini di profitto, in particolare per le aziende che dipendono fortemente dalle importazioni dall’Asia. Ciò avviene in un momento in cui le catene di approvvigionamento sono già sottoposte a forti pressioni mentre si adeguano ai nuovi standard di sostenibilità e trasparenza.

Per quanto riguarda il riciclaggio delle batterie e il passaporto delle batterie nell'UE, un requisito fondamentale impone di documentare la composizione e la provenienza dei minerali critici, come il litio, il cobalto e il nichel, lungo tutta la catena di approvvigionamento.

Ciò rappresenterà una sfida particolarmente impegnativa per le aziende che operano in più continenti, poiché i diversi quadri normativi e standard possono complicare l'adempimento degli obblighi di conformità.

Oltre ai componenti per veicoli elettrici, anche le aziende produttrici di trasformatori e motori elettrici sono soggette a norme di efficienza energetica più rigorose ai sensi della direttiva UE sulla progettazione ecocompatibile.

Con ogni revisione, i requisiti di efficienza previsti dalla direttiva diventano sempre più rigorosi, spingendo i produttori ad adottare nuovi materiali e processi.

In alcune regioni, il settore mostra una certa resistenza nei confronti di questi standard a causa dei limiti della catena di approvvigionamento e dell'aumento dei costi di produzione.

Questa resistenza è particolarmente evidente negli Stati Uniti, dove si è registrato un forte scetticismo nei confronti dei requisiti più severi in materia di efficienza dei trasformatori, in un contesto caratterizzato da una catena di approvvigionamento già sotto pressione.

Per le aziende europee, tuttavia, il rispetto di tali normative è fondamentale, poiché il rischio di non conformità potrebbe comportare l'esclusione da mercati cruciali.

Rimanere informati e conformi

Bisogna riconoscere che soddisfare i requisiti normativi non è più una semplice questione di spuntare delle caselle, ma una priorità strategica con notevoli implicazioni finanziarie.

Un modo per evitare casi di non conformità consiste nell'istituire team o gruppi di lavoro dedicati alla conformità.

Anche le grandi aziende potrebbero trarre vantaggio dal ricorso a servizi di consulenza commerciale professionale, soprattutto quando si occupano di catene di approvvigionamento multiregionali interessate da politiche quali il meccanismo di adeguamento alle frontiere per le emissioni di carbonio.

Il contatto regolare con le associazioni di categoria e la partecipazione alle fiere di settore rappresentano un altro modo efficace per tenersi informati.

Eventi come il CWIEME di Berlino offrono alle aziende preziose opportunità per informarsi sulle normative in arrivo, sulle nuove tecnologie e sulle migliori pratiche.

Il networking tra questi forum consente alle aziende di condividere strategie di conformità e di acquisire informazioni sui nuovi sviluppi, aiutandole a stare al passo con i cambiamenti normativi.

Poiché il quadro normativo relativo ai componenti elettrici è in continua evoluzione, in particolare con l'avvicinarsi dell'obbligo del "passaporto delle batterie" previsto per il 2027, le aziende che non rispettano gli standard di trasparenza rischiano di essere escluse da partnership e catene di approvvigionamento di grande valore.

È quindi giunto il momento che i principali produttori di apparecchiature originali (OEM) diano la priorità ai fornitori in grado di garantire la massima trasparenza nelle loro pratiche di approvvigionamento e produzione.

Rimanere al passo con le politiche commerciali e i requisiti normativi non solo consente di evitare costose sanzioni e ritardi, ma contribuisce anche a consolidare la posizione delle aziende come attori affidabili nel mercato dei componenti elettrici.

Per ulteriori informazioni sull'edizione 2024 o per manifestare il proprio interesse per l'edizione 2025, visitare il sito web di CWIEME Berlin.

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Luogo

Messe Berlin, ingresso sud, Messedamm 22, D-14055 Berlino, Germania

Orari di apertura

Martedì 19 maggio| 09:30 – 17:30

Mercoledì 20 maggio | 09:30 – 17:30

Giovedì 21 maggio| 09:30 – 16:00