In che modo il meccanismo di adeguamento delle emissioni di carbonio alle frontiere dell’UE ridisegnerà il commercio globale, attribuendo un prezzo reale al carbonio e promuovendo una produzione industriale più pulita in tutto il mondo.
L’UE ha compiuto un passo importante per garantire che le proprie ambizioni ambientali non siano compromesse dagli squilibri del mercato globale. Si tratta del Meccanismo di adeguamento alle frontiere per le emissioni di carbonio (CBAM), un strumento che potrebbe rivoluzionare il commercio internazionale e il modo in cui misuriamo il vero costo ambientale della produzione. In questo articolo, Chris Gerber, membro del comitato consultivo della CWIEME Berlin, fiera leader nel settore dell’ingegneria elettrica, analizza l’impatto del CBAM sul commercio globale.
Con la transizione verso il CBAM già in corso e la piena entrata in vigore prevista per il 1° gennaio 2026, il CBAM è molto più di un semplice regolamento dell’UE. Si tratta di uno strumento per far rispettare la responsabilità climatica al di fuori dell’Europa e garantire condizioni di parità alle industrie nazionali già soggette a rigorosi standard sulle emissioni di carbonio.
Che cos’è il CBAM?
Il CBAM è la risposta dell’UE alla “fuga di carbonio”, fenomeno che si verifica quando le aziende trasferiscono la propria produzione in paesi con normative climatiche meno rigorose, esportando di fatto le proprie emissioni di carbonio. Il CBAM introduce una tassa sul carbonio su determinati beni importati, basata sulla loro impronta di carbonio durante la produzione, indipendentemente dal luogo in cui sono stati fabbricati.
Inizialmente, il CBAM riguarderà i settori con livelli elevati di emissioni, quali cemento, acciaio, alluminio, elettricità e idrogeno. Tuttavia, si prevede che il suo ambito di applicazione si estenda nei prossimi anni, includendo eventualmente una gamma più ampia di beni attualmente contemplati dal Sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS), che il CBAM sostituirà gradualmente.
Come funzionerà?
Ai sensi del CBAM, gli importatori dell’UE devono dichiarare le emissioni di carbonio dei propri prodotti importati e acquistare un numero corrispondente di certificati CBAM. Se un esportatore non è in grado di fornire dati verificati sulle emissioni, tramite un’autorità autorizzata nel proprio paese, l’UE assegnerà un valore predefinito, che sarà probabilmente più elevato, con conseguente aumento dell’imposta.
L’attuazione sarà uniforme in tutti i 27 Stati membri dell’UE. Per garantire l’equità, l’UE sta redigendo un elenco di organismi autorizzati in grado di effettuare audit sulle emissioni di carbonio nei paesi esportatori. Il quadro normativo disciplinerà anche le controversie che potrebbero insorgere in caso di mancato accordo sul livello delle emissioni, sebbene tali dettagli siano ancora in fase di definizione durante il periodo transitorio, che durerà fino alla fine del 2025.
Perché è importante
Il CBAM trova fondamento nella Legge europea sul clima ed è in linea con le più ampie ambizioni del Green Deal europeo: raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Queste politiche, a loro volta, sono collegate agli obiettivi dell’Accordo di Parigi e al più ampio quadro della COP delle Nazioni Unite, che sostiene la necessità di limitare l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei due gradi Celsius.
Il cambiamento climatico è una sfida globale, ma lo sviluppo economico e industriale è ben lungi dall’essere uniforme in tutto il mondo. L’UE riconosce che, senza meccanismi come il CBAM, le industrie nazionali sarebbero penalizzate per aver rispettato le norme, mentre i concorrenti esteri con leggi ambientali meno rigorose ne trarrebbero vantaggio. Il CBAM mira a ristabilire l’equilibrio rendendo tutte le parti responsabili.
Il costo della neutralità carbonica
È innegabile che la transizione verso l’azzeramento delle emissioni abbia un costo. L’adeguamento delle linee di produzione, l’approvvigionamento di energia più pulita e il cambiamento delle materie prime richiedono tutti investimenti sostanziali. In Europa, parte di questo onere viene alleggerito grazie a sussidi, sovvenzioni e incentivi normativi volti a sostenere i produttori nel passaggio a metodi più puliti.
Ma il costo non si ferma ai confini dell’UE. Il CBAM garantisce che le merci importate riflettano il loro reale impatto ambientale, il che si traduce in prezzi più elevati per le importazioni ad alta intensità di carbonio. In definitiva, i consumatori europei potrebbero dover sostenere parte di questi costi, ma l’UE sostiene che si tratti di un giusto compromesso a favore della tutela ambientale e dell’equità industriale.
Le sfide globali che ci attendono
Il CBAM è un progetto ambizioso e il suo successo dipende dal superamento di diverse sfide globali. La regolamentazione in materia di clima rimane in gran parte volontaria e politicamente vulnerabile. Ad esempio, la decisione degli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump, di ritirarsi dagli accordi internazionali sul clima, sebbene temporaneamente, evidenzia la fragilità del consenso globale.
Inoltre, i paesi in via di sviluppo devono affrontare le proprie sfide. Per molti, la crescita industriale è essenziale per lo sviluppo economico. L’imposizione di rigide tasse sul carbonio senza un adeguato sostegno potrebbe aggravare le disuguaglianze globali. Pertanto, il CBAM deve evolversi nell’ambito di una più ampia strategia diplomatica e di sviluppo, offrendo sostegno anziché punizioni.
Cosa significa tutto questo per i settori dell’ingegneria elettrica e della produzione?
Il CBAM è un campanello d’allarme. Le aziende che progettano e producono componenti elettrici, dai trasformatori ai motori e oltre, dovranno presto affrontare un maggiore controllo delle loro impronte di carbonio, anche se le loro attività si svolgono al di fuori dell’UE.
Tuttavia, ciò rappresenta anche un’opportunità per assumere un ruolo di leadership. Chi investirà tempestivamente nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio e nelle valutazioni dell’impatto del ciclo di vita si troverà all’avanguardia, diventando così il fornitore preferito in un mercato attento al clima.
Il CBAM è solo un esempio di come la politica climatica stia trasformando il panorama industriale globale. Al CWIEME Berlin, la fiera leader in Europa dedicata all’avvolgimento di bobine, ai trasformatori, alla produzione di motori elettrici e alle catene di approvvigionamento della mobilità elettrica, questi temi sono al centro dell’attenzione.
Manifestate il vostro interesse per il CWIEME Berlin 2026, che si terrà dal 19 al 21 maggio e riunirà i principali esperti nel settore dell’avvolgimento di bobine e della produzione elettrica.



















