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5 minuti con... Clifford Ondieki

13 febbraio 2026 | Articoli

In questa intervista della serie "Cinque minuti con...", Clifford Ondieki riflette sul ruolo dell'avvolgimento delle bobine nell'affidabilità della rete elettrica, sui limiti dei modelli teorici e sulle tecnologie destinate ad accelerare i progetti energetici.

Clifford Ondieki, ingegnere dei sistemi di alimentazione che ha recentemente conseguito un master in gestione ingegneristica presso l’Arden University di Berlino, condivide le sue riflessioni sul settore dell’ingegneria elettrica e sulle tecnologie da tenere d’occhio.

1. Cosa ti ha spinto inizialmente a interessarti al settore dell'ingegneria elettrica e dell'avvolgimento delle bobine?

Sono stato attratto da una verità fondamentale dell'ingegneria: l'affidabilità della rete elettrica dipende dai componenti fisici. La precisione dell'avvolgimento di una bobina determina l'efficienza, la resistenza termica e la durata dei trasformatori e dei motori – la spina dorsale della nostra infrastruttura.

Questa prospettiva è diventata attuabile grazie alla ricerca applicata. Per il nostro studio sull'infrastruttura dei veicoli elettrici, premiato dall'IEEE, un vincolo fondamentale era rappresentato dalle prestazioni reali dei trasformatori di distribuzione, definite dal loro design di avvolgimento e dai materiali utilizzati. La ricerca ha dimostrato che una pianificazione strategica e attenta ai componenti poteva migliorare l'accesso equo del 21% senza spingere l'hardware oltre i suoi limiti. La lezione era chiara: non è possibile modellare una rete affidabile e a prova di futuro con ipotesi inaffidabili sui suoi componenti fisici.

2. Potresti raccontarmi brevemente la tua esperienza nel settore?

La mia carriera si è concentrata sulla trasformazione dei colli di bottiglia sistemici in soluzioni automatizzate. Ho iniziato la mia carriera nell’analisi della stabilità di tensione per studi sulla connessione alla rete delle energie rinnovabili, dove ho constatato quanto tempo prezioso degli ingegneri venisse sprecato in attività ripetitive di conformità.

Mi sono quindi orientato verso lo sviluppo di strumenti software per automatizzare questi flussi di lavoro. Questa metodologia è stata convalidata da una ricerca sottoposta a revisione paritaria (IEEE ETECOM), in cui abbiamo sviluppato un modello per ottimizzare l’implementazione dei caricatori per veicoli elettrici, tenendo conto sia della stabilità della rete che dell’equità sociale. Ora applico questa "automazione dell'intuizione" a progetti come il Berlin Grid Digital Twin, sviluppando strumenti in grado di ridurre a pochi giorni studi di congestione e conformità che prima richiedevano mesi. L'obiettivo è chiaro: sbloccare le impasse tecniche che ostacolano progetti energetici fondamentali.

3. Perché hai deciso di partecipare al CWIEME di Berlino?

Partecipo al CWIEME per una verifica fondamentale. È il ponte tra i modelli teorici e la realtà produttiva.

Il mio lavoro nell'integrazione della rete si basa su ipotesi precise su come le apparecchiature si comportano sotto stress. CWIEME mi offre l'opportunità di mettere alla prova tali ipotesi direttamente con gli scienziati dei materiali e gli ingegneri di produzione che definiscono ciò che è possibile. Per me, questo dialogo non è facoltativo: è il fondamento di un'ingegneria credibile e affidabile, che garantisce che le soluzioni digitali che realizziamo rimangano radicate nella realtà fisica.

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4. Cosa non vedi l'ora di vedere all'evento di quest'anno?

Non vedo l'ora di scoprire il prossimo passo del "Design for Integration". Vorrei vedere componenti che nascano già con il loro gemello digitale: trasformatori, azionamenti ed elettronica di potenza forniti non solo con schede tecniche, ma anche con modelli di simulazione convalidati e interfacce dati chiare.

Perché? Perché un componente più facile da modellare e certificare può ridurre di mesi i tempi di realizzazione di un progetto. Sono inoltre desideroso di confrontarmi con altri sulle sfide pratiche poste da normative come Redispatch 2.0, dove si mette alla prova la stabilità della rete nella transizione energetica.

5. Quale tecnologia pensi che avrà il maggiore impatto nei prossimi dieci anni?

L'impatto maggiore non deriverà da una singola tecnologia, bensì dall'automazione sistematica della conformità e della pianificazione. 

Attualmente, il settore sta affrontando una crisi quantificabile: i progetti subiscono ritardi di anni, in parte a causa delle analisi manuali e ripetitive relative ai codici di rete. La soluzione consiste nell’integrare i digital twin con i regolamenti normativi per creare sistemi di “Compliance-as-Code”. L’impatto finale non è solo un software più intelligente. Si tratta di decisioni più rapide, di capitale sbloccato e dell’accelerazione della più ampia transizione energetica. Le organizzazioni che padroneggeranno questo cambiamento trasformeranno il proprio impegno ingegneristico da centro di costo ad acceleratore strategico.

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Luogo

Messe Berlin, ingresso sud, Messedamm 22, D-14055 Berlino, Germania

Orari di apertura

Martedì 19 maggio| 09:30 – 17:30

Mercoledì 20 maggio | 09:30 – 17:30

Giovedì 21 maggio| 09:30 – 16:00