L'UE punta a far sì che l'elettricità copra il 46% del fabbisogno energetico entro il 2040. Cosa comporta questo per la filiera europea?
La transizione energetica in Europa sta passando dalla fase delle ambizioni a quella dell'attuazione.
Il 17 luglio 2026 la Commissione europea ha pubblicato il proprio Piano d'azione per l'elettrificazione, fissando un obiettivo indicativo secondo cui, entro il 2040, l'elettricità dovrebbe rappresentare il 46% del consumo energetico finale dell'UE. Attualmente tale percentuale si attesta al 23%, con un obiettivo di riferimento del 32% fissato per il 2030.
La linea da seguire è chiara: l’Europa vuole che una quota significativamente maggiore dei propri settori industriale, dei trasporti e dell’edilizia sia alimentata dall’elettricità anziché dai combustibili fossili.
Per la filiera produttiva del settore elettrico, ciò rappresenta un’opportunità. Allo stesso tempo, però, esercita una maggiore pressione sulle infrastrutture, sulla capacità produttiva e sui materiali necessari per realizzare l’elettrificazione.
Perché l'elettrificazione sta assumendo sempre maggiore importanza
L'Europa ha già compiuto progressi significativi nella decarbonizzazione della produzione di energia elettrica. Nel 2025 le fonti rinnovabili rappresentavano il 49,9% del consumo lordo di energia elettrica dell'UE, rispetto al 15,9% del 2004. Tuttavia, l'energia elettrica rappresenta ancora meno di un quarto del consumo finale di energia.
Il Piano d'azione per l'elettrificazione mira a colmare tale divario.
La Commissione stima che il raggiungimento dell’obiettivo fissato per il 2040 potrebbe ridurre la spesa dell’UE per le importazioni di combustibili fossili di 260 miliardi di euro all’anno, rafforzando la sicurezza energetica e sostenendo al contempo la competitività e la decarbonizzazione.
Ma un aumento della domanda di energia elettrica di questa portata richiede ben più che la semplice sostituzione di una fonte energetica con un’altra.
Ciò significa potenziare la rete elettrica, ampliare la capacità produttiva, migliorare l’accesso alle attrezzature e ai materiali e accelerare l’adozione delle tecnologie nei siti industriali, nelle reti di trasporto e negli edifici.
La rete diventa un vincolo fondamentale
La capacità della rete rappresenta già uno dei principali ostacoli all’elettrificazione. La Commissione riconosce che le allacciamenti alla rete possono richiedere anni, mentre l’elettricità può costare molto di più del gas. Il suo piano prevede quindi misure volte ad accelerare lo sviluppo della rete, oltre a interventi destinati a ridurre il divario di prezzo tra l’elettricità e i combustibili fossili.
Per i TSO e i DSO, la crescente domanda di energia elettrica aggrava le pressioni già esistenti legate ai ritardi nelle connessioni, alla capacità della rete, all’invecchiamento delle infrastrutture e alla disponibilità delle apparecchiature. Per i produttori, ciò accresce l’importanza della disponibilità dei trasformatori, della standardizzazione dei progetti, della produttività degli stabilimenti e della sicurezza dell’approvvigionamento.
Il rapporto tra i gestori di rete e la filiera produttiva assumerà un’importanza sempre maggiore. Trasformatori, conduttori, acciaio elettrico, materiali isolanti, sistemi di avvolgimento, apparecchiature di monitoraggio e altri componenti costituiscono il ponte tra gli obiettivi di elettrificazione dell’Europa e la loro realizzazione sul campo. La catena del valore di CWIEME Berlin collega già questi materiali e queste tecnologie alle applicazioni relative a trasformatori, motori e sistemi di alimentazione.
L'elettrificazione industriale si avvicina sempre più alla linea di produzione
Il settore industriale rappresenta quasi un quarto del fabbisogno energetico dell’UE, eppure la sua transizione dai combustibili fossili all’elettricità procede a rilento. La Commissione individua nei costi dell’elettricità, nei limiti della rete, nelle esigenze di investimento e nell’incertezza politica alcuni degli ostacoli che frenano i progressi.
Il potenziale tecnico è notevole. La Commissione cita le pompe di calore industriali e le caldaie elettriche in grado di fornire calore di processo fino a 400-500 °C, mentre uno studio del luglio 2026 ha individuato un potenziale tecnico di oltre 2.000 TWh per l’elettrificazione industriale entro il 2040.
Per i produttori del settore elettrico, ciò porta il dibattito direttamente sul piano della produzione. L’aumento dell’elettrificazione dei processi industriali comporta un crescente fabbisogno di motori, trasformatori, elettronica di potenza, componenti e dei materiali da cui derivano.
I motori elettrici rivestono un’importanza particolare in questo contesto. L’elettrificazione industriale, le pompe di calore, le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, i centri dati e l’industria pesante traducono tutte le ambizioni politiche in una domanda di apparecchiature elettriche concrete.
Il settore dei trasporti sarà maggiormente integrato con il sistema energetico
Il settore dei trasporti continua a dipendere in larga misura dai combustibili fossili, che rappresentano circa il 90-95% del consumo energetico del settore. L’elettrificazione rappresenta quindi un’altra importante fonte di domanda futura di energia elettrica.
Ma i veicoli elettrici non sono semplicemente nuovi carichi sulla rete elettrica.
La ricarica intelligente può spostare la domanda verso i periodi in cui la produzione da fonti rinnovabili è abbondante o i prezzi dell'elettricità sono più bassi. La ricarica bidirezionale potrebbe inoltre consentire ai veicoli elettrici di reimmettere energia nella rete, trasformando i veicoli stessi in risorse energetiche distribuite.
Ciò comporta nuove esigenze in materia di tecnologia dei motori elettrici, infrastrutture di ricarica, gestione della rete e sistemi energetici.
Trasformare le politiche in infrastrutture concrete
Il Piano d’azione europeo per l’elettrificazione indica la direzione da seguire, ma la sua attuazione dipenderà dalle aziende che progettano, producono, definiscono le specifiche e gestiscono la tecnologia alla base del sistema energetico.
Per gli ingegneri, i team addetti agli appalti, i responsabili della ricerca e sviluppo, i produttori e gli operatori di rete, la prossima fase dell’elettrificazione sarà caratterizzata da questioni concrete: come è possibile aumentare la capacità? Dove è possibile ridurre i tempi di consegna? Quali tecnologie sono pronte per essere implementate su larga scala? E in che modo la catena di approvvigionamento può sostenere una maggiore domanda di energia elettrica senza compromettere l’affidabilità?
Si tratta di sfide che nessuna singola parte della catena del valore può affrontare da sola.
CWIEME Berlin riunisce la filiera globale della produzione elettrica per mettere in contatto le persone che realizzano la tecnologia che elettrizza il mondo.



















