I principali produttori mondiali stanno accelerando il passaggio a piattaforme di motori prive di terre rare. Scopri le tecnologie, le collaborazioni e le strategie che stanno plasmando questa transizione.
Perché la diversificazione sta diventando una priorità strategica per le case automobilistiche mondiali
Le case automobilistiche stanno entrando in una fase cruciale dell’era dell’elettrificazione. Con l’inasprirsi delle condizioni commerciali globali e l’intensificarsi dei rischi di approvvigionamento, la dipendenza dagli elementi delle terre rare (REE) è diventata una delle vulnerabilità più pressanti del settore. I motori elettrici sono al centro di questa sfida, con i motori a magneti permanenti che continuano a dominare la produzione globale di veicoli elettrici.
Oggi, la Cina continentale rimane la fonte principale per l'estrazione, la raffinazione e la lavorazione delle REE. Le recenti restrizioni alle esportazioni hanno messo in evidenza quanto gli OEM siano esposti ai cambiamenti politici e alle pressioni geopolitiche. Questa interruzione sta accelerando un cambiamento decisivo: la creazione di catene del valore resilienti per tecnologie di motori prive di terre rare.
Per l'industria automobilistica, questo è ormai un imperativo strategico, non solo per stabilizzare i costi, ma anche per proteggere la pianificazione della produzione a lungo termine, rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento e sostenere l'adozione globale dei veicoli elettrici.
Perché i motori senza terre rare stanno prendendo piede
I produttori OEM stanno rivedendo le loro strategie relative ai motori con un'urgenza senza precedenti. Le tecnologie a eccitazione esterna e a induzione sono in prima linea in questo cambiamento, sostenute da nuovi investimenti, partnership di fornitura e programmi di sviluppo interni.
Le recenti iniziative del settore riflettono una chiara svolta:
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Renault ha concluso il programma congiunto con Valeo relativo al motore E7A privo di terre rare e ora si rifornisce di componenti per lo statore dalla Cina, preparandosi al contempo a produrre internamente gli elementi rimanenti. L'azienda punta a completare l'implementazione entro il 2028.
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Xcelerator Ventures, società di Honda, ha investito in Enedym, un’azienda canadese che sviluppa motori a riluttanza commutata (SRM) che non richiedono l’uso di materiali delle terre rare.
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Stellantis ha avviato una collaborazione con Niron Magnetics per promuovere lo sviluppo di magneti "clean earth" a base di nitruro di ferro: un'altra strada verso la realizzazione di macchine a magneti permanenti prive di terre rare.
Questa accelerazione è sostenuta dalla domanda del mercato. S&P Global Mobility prevede che il fabbisogno globale di motori elettrici crescerà a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 7% tra il 2025 e il 2037. Sebbene i motori a base di terre rare rappresentino ancora il 94,7% del mercato dei veicoli leggeri nel 2025, si prevede che le architetture prive di terre rare quasi triplicheranno la loro quota di mercato entro il 2037.
Tecnologie che stanno plasmando la prossima generazione di motori elettrici
Motori sincroni a rotore avvolto eccitati in corrente (EESM)
Tra tutte le opzioni prive di terre rare, gli EESM rimangono la scelta più interessante per gli OEM che cercano prestazioni elevate senza ricorrere ai magneti permanenti. Tra i principali utilizzatori figurano BMW, Renault, Volkswagen e Nissan, mentre fornitori come Vitesco (Schaeffler) e BorgWarner hanno in corso programmi di sviluppo attivi.
“Sempre più fornitori stanno iniziando a sviluppare EESM per soddisfare questa domanda in crescita”, osserva Kartik Ganesh, Principal Analyst di S&P Global Mobility.
Motori a induzione
I motori a induzione stanno tornando alla ribalta grazie all’ampliamento delle gamme di motori da parte degli OEM. Tesla rimane oggi l’utente più importante, ma entro il 2030 si prevede che Volkswagen, General Motors e altri integreranno macchine a induzione nelle piattaforme future. L’Europa e il Nord America sono regioni particolarmente forti per l’adozione di EESM e motori a induzione.
Un contesto globale in continua evoluzione
Le politiche di esportazione delle terre rare della Cina continentale rimangono in evoluzione. Dopo un forte calo delle esportazioni di magneti registrato tra maggio e settembre 2025, le spedizioni verso gli Stati Uniti hanno registrato un rimbalzo di oltre il 56% nel mese di ottobre, riflettendo un allentamento a breve termine delle restrizioni. Tuttavia, i controlli a monte rimangono rigidi, con il sistema delle licenze utilizzato come strumento strategico per gestire l'offerta globale.
Questa incertezza ha spinto gli OEM ad accelerare gli investimenti in:
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Piattaforme motorizzate prive di REE, tra cui modelli EESM, SRM e a induzione
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Riciclaggio dei magneti e recupero dei materiali
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Diversificazione dei fornitori e approvvigionamento da due fonti
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Capacità produttive nazionali e regionali
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Iniziative nel settore dei materiali sostenute dal governo, come il progetto «10X Facility» del DOD–MP Materials e il progetto pilota di trattamento dell’Idaho National Laboratory negli Stati Uniti
Il risultato: una catena del valore più distribuita e più resiliente, che riduce l'esposizione alla concentrazione su un unico mercato.
Cosa significa questo per il settore
Le case automobilistiche che decidono ora di riorganizzare le proprie strategie nel settore dei motori saranno nella posizione migliore per gestire:
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La volatilità dei costi determinata dalle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime
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Perturbazioni geopolitiche che incidono sull'approvvigionamento a monte delle terre rare
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Garantire la produzione mentre i volumi dei veicoli elettrici continuano ad aumentare
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Le aspettative in materia di sostenibilità da parte delle autorità di regolamentazione e dei consumatori
Le aziende che diversificano i propri progetti, rafforzano le collaborazioni con i fornitori e garantiscono flussi di materiali stabili saranno protagoniste della prossima fase della competitività nel settore dei veicoli elettrici. La tecnologia dei motori senza terre rare non è più solo un obiettivo futuro, ma una necessità del presente — nonché un'opportunità per costruire una catena di approvvigionamento più sicura, scalabile e sostenibile per il prossimo decennio.
Priyanka Mohapatra
Analista di ricerca senior, S&P Global Mobility
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